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Savana
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La mweasavana è un mweqbioma mwegterrestre soprattutto mwewsubtropicale e mwfatropicale localizzato tra 10 e 20° di latitudine (N e S) e caratterizzato da una stagione secca e da una stagione umida.

La mwfgvegetazione è a prevalenza di mwfwarbusti e mwgaalberi distanziati da non dar luogo a una volta chiusa.

Questo tipo di ambiente si trova in molte zone di transizione fra la mwggforesta pluviale e il mwgwdeserto o la mwhasteppa in mwhqAfrica centrale, mwhgCentro e mwhwSud America, mwiaIndia, mwiqIndocina e mwigAustralia, ma può essere presente anche ad altre mwiwlatitudini. Le savane possono formarsi in seguito alla presenza di specifiche condizioni mwjaclimatiche, oppure a causa di mwjqincendi stagionali (anche indotti dall'uomo) o particolari faune caratteristiche del suolocite-ref-encarta-1-0[1].

Contents

Genesi
Note

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Genesi

Condizioni climatiche

Le savane tropicali e subtropicali sono determinate principalmente dalla scarsità e marcata mwvastagionalità delle precipitazioni. Precipitazioni inferiori ai 1000–2000mwvq mm all'anno sono infatti insufficienti allo sviluppo di alberi e arbusti, e determinano regioni di sola mwvgprateria erbosa, quali si trovano tipicamente ai margini dei mwvwdeserti subtropicali. Spostandosi gradualmente verso latitudini più piovose, ovvero verso l'mwwaequatore, si osserva prima la comparsa di vegetazione arbustiva (fino a 3000mwwq mm) e poi di alberi isolati (fra i 3000mwwg mm e i 4000mwww mm). Oltre i 4000mwxa mm annui, a meno che non intervengano altri fattori ambientali, gli alberi sono sufficientemente vicini e ricchi da formare una volta, che blocca la luce del sole e riduce la presenza erbosa: la savana cede quindi gradualmente il posto alla mwxqforesta.cite-ref-encarta-1-1[1] Regioni di savana determinata esclusivamente o principalmente da fattori climatici si trovano per esempio in mwygAfrica occidentale e mwywcentrale.

Presenti in regioni a piovosità relativamente elevate (per esempio in mwzqAfrica orientale), dove il livello delle precipitazioni consentirebbe in linea di principio lo sviluppo di una foresta, dipendono spesso dagli incendi stagionali. Durante i periodi di siccità, il manto erboso secco e continuo crea le condizioni ideali per lo sviluppo di grandi incendi, innescati per esempio dai mwzgfulmini. Il fuoco ha l'effetto di arricchire di mwzwsali minerali il suolo, stimolando la crescita di un nuovo manto erboso, e impedisce l'infittirsi di alberi e arbusti distruggendone i mwaagermogli (infatti sono molto poche le piante che crescono nella savana, per esempio: l'acacia, il baobab e varie leguminose irte di spine). Nelle savane che devono la loro esistenza soprattutto agli incendi stagionali, predominano tipicamente le specie vegetali che sono più resistenti al fuoco o che possono trarre vantaggio dal fuoco nella competizione con le altre specie.cite-ref-2[2]

La pratica di appiccare stagionalmente incendi in prati e mwbgpraterie è diffusa nelle comunità umane fin dall'antichità, e di conseguenza molti ambienti di savana in diverse parti del mondo si possono attribuire del tutto o in parte all'influenza dell'uomo.cite-ref-3[3] Esempi in questo senso sono le savane presenti nel mwcwNordamerica precolombiano, di cui restano tracce in alcune località della mwdamacchia mediterranea.cite-ref-4[4] Il fuoco è stato usato storicamente dall'uomo, tra l'altro, per rinnovare i mweqpascoli per il bestiame, preparare il terreno per l'agricoltura, o scacciare gli animali selvatici. Incendi antropogeni sono oggi determinanti anche per la sopravvivenza di importanti aree di savana mwegprotetta; per esempio, in alcuni parchi faunistici africani gli incendi periodici sono esplicitamente previsti dai programmi di conservazione ambientale.cite-ref-5[5]

Conformazione del suolo

In alcuni casi specifici, un ambiente di savana può essere determinato o favorito da caratteristiche peculiari del suolo. Per esempio, i campos cerrados del mwggBrasile sono aree di prateria in cui il suolo presenta una crosta dura mwgwferrosa coperta da uno strato di mwhahumus sufficiente alla crescita dell'erba ma non allo sviluppo delle mwhqradici degli alberi.cite-ref-encarta-1-2[1]

Altri fattori

La mwjafauna (sia naturale che introdotta dall'uomo) può contribuire a far prevalere un ambiente di savana sulla foresta o viceversa. La presenza abbondante di grandi "pascolatori" come mwjqgnu, mwjgzebre e mwjwbovini può impoverire significativamente il manto erboso, ostacolando il diffondersi degli incendi stagionali e favorendo la transizione verso un ambiente di foresta. I "brucatori" come gli mwkaelefanti hanno un effetto opposto, danneggiando le popolazioni arboree e arbustive a vantaggio del manto erboso.

Gli ambienti di savana vengono classificati secondo le caratteristiche della vegetazione, il clima, l'altitudine o altri criteri. Si possono per esempio distinguere:

• la savana aperta o chiara, dove prevale l'erba e gli alberi sono rari;
• la savana boscosa o scura, dove gli alberi sono più fitti, fino al caso estremo della foresta aperta;
• la savana tropicale e subtropicale (spesso indicata semplicemente come "savana"), situata nelle regioni in prossimità dei tropici;
• la savana temperata, ambiente analogo a quello della savana tropicale, ma situata a più alte latitudini, dove le estati sono più umide e gli inverni più secchi;
• la savana o mwmaprateria mediterranea;
• la savana alluvionale è quella che riceve stagionalmente precipitazioni tali da allagarsi;
• la savana montana, situata in alta quota.

Note

cite-note-encarta-11. mwpqmwpgEncarta, mwpwSavana (mwqgmwqw)
cite-note-22. USDA
cite-note-33. V. Stanturf (2007), Flannery (1994) e Saha (2003)
cite-note-44. Pyne (1997)
cite-note-55. Gashaka Project

Bibliografia

• T. Flannery (1994), mwwgThe Future Eaters. Reed Books, mwwwMelbourne.
• Gashaka Project, mwxqThe Savannah Woodlands. Dipartimento di mwxgantropologia dello University College di mwxwLondra (mwya).
• Stephen J. Pyne (1997) mwygVestal Fire: An Environmental History, Told through Fire, of Europe and Europe's Encounter with the World. University of Washington Press, Londra e Seattle. ISBN 0-295-97596-2
• S. Saha (2003), mwzqPatterns in Woody Species Diversity. «Ecography» 26, pp.mwzg 80–86.
• John Stanturf, mw0aThe Use of Fire by Native Americans. Southern Forest Resource Assessment, mw0qUSA. (mw0g mw0wArchiviato il 5 marzo 2014 in Internet Archive.).
• United States Department of Fish and Agriculture (USDA) Forest Service, mw1gFederal Wildland Fire Management Policy and Program Review (FWFMP) (mw1w).
• University of California Museum of Paleontology (UCMP), mw2qThe Grassland Biome (mw2g)

Voci correlate

• mw3gBosco
• mw4aDeserto
• mw4gForaggio
• mw5gGiungla
• mw6aPrateria
• mw6gSteppa

Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «savana»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su savana

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com-science-savanna(EN) Jeremy M.B. Smith, savanna, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbritannica-com-science-savanna-woodland(EN) savanna woodland, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.